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Separazione e accordi

Avvocato di famiglia, matrimonialista o divorzista: cosa fa e quando serve

Aggiornato il 30 ottobre 20267 minuti di letturaRevisione legale: in attesa
Due genitori parlano con una mediatrice familiare al tavolo di una sala luminosa
La risposta in breve

Avvocato di famiglia, familiarista, matrimonialista e divorzista sono nomi diversi per lo stesso mestiere: assistere chi si separa o divorzia, anche sui figli e sul mantenimento. Serve per scrivere accordi, per la negoziazione assistita e il tribunale, per modificare le condizioni e per recuperare le spese. Il compenso si concorda per iscritto.

Avvocato di famiglia, matrimonialista, divorzista: sono la stessa cosa?

Nell'uso comune sì. Sono modi diversi di chiamare l'avvocato che si occupa di separazione, divorzio, figli e rapporti economici tra ex partner. Le fonti consultate concordano su un punto: la legge non definisce "matrimonialista" o "divorzista" come titoli. Sono etichette d'uso.

Qualche studio propone sfumature. Il divorzista si occuperebbe soprattutto di cause di separazione e divorzio, il matrimonialista anche di temi come matrimoni misti e cittadinanza. Sono classificazioni di comodo, non regole. Familiarista è il termine più ampio: comprende anche i minori e le coppie non sposate.

L'unico titolo ufficiale in questo campo è quello di avvocato specialista, previsto dall'art. 9 della legge professionale (L. 247/2012) e regolato da un decreto del Ministero della giustizia. Tra le materie c'è il diritto delle relazioni familiari e dei minorenni. Il titolo si ottiene con un percorso formativo previsto dal regolamento ed è facoltativo: molti avvocati con anni di esperienza in questo campo non lo hanno, e averlo non garantisce un esito.

Che cosa fa un avvocato familiarista?

Il lavoro va oltre la causa in tribunale. Di regola un avvocato di questo tipo:

  • spiega le strade possibili (accordo tra i genitori, mediazione, negoziazione assistita, tribunale) e le conseguenze di ciascuna;
  • scrive l'accordo di separazione o di divorzio, oppure il ricorso, anche congiunto;
  • assiste il cliente in giudizio quando l'accordo manca;
  • tratta affidamento, tempi di permanenza dei figli e contributo al mantenimento;
  • chiede la modifica delle condizioni quando cambiano reddito, lavoro, residenza o esigenze del figlio;
  • prepara richieste scritte e diffide sulle spese straordinarie e cura il recupero, se l'altro genitore non rimborsa.

La modifica delle condizioni merita una nota. L'art. 337-quinquies del codice civile riconosce ai genitori il diritto di chiedere in ogni tempo la revisione dei provvedimenti su affidamento, responsabilità genitoriale e mantenimento dei figli. Un trasloco, una perdita del lavoro o un figlio che cresce possono cambiare i conti.

Quando serve davvero un avvocato?

Dipende dalla strada scelta.

  • Negoziazione assistita. È una procedura in cui i genitori, con i rispettivi avvocati, raggiungono un accordo senza passare dal giudice. Richiede l'assistenza di almeno un avvocato per parte. Con figli minori l'accordo viene trasmesso alla Procura della Repubblica, che dà il nulla osta o l'autorizzazione a seconda dei casi.
  • Tribunale. Per la separazione o il divorzio davanti al giudice, anche consensuali, le parti sono di regola assistite da un avvocato.
  • Prima che nasca la lite. Un accordo vago è una delle cause più frequenti di discussioni sulle spese. Un legale legge le clausole su percentuali, categorie di spesa, consenso e termini, e le rende chiare per entrambi.

In pratica. Non sempre il primo passo è l'avvocato. Per una singola spesa documentata, il genitore che ha anticipato può inviare una richiesta scritta di rimborso con i documenti e un termine. L'avvocato entra se il disaccordo resta o se la somma non arriva.

Chi fa cosa: avvocato, mediatore, commercialista

I ruoli si confondono spesso. La tabella li distingue in modo generale.

Figura Di che cosa si occupa Cosa non fa
Avvocato familiarista Consulenza legale, accordi, atti, assistenza davanti al giudice o in negoziazione assistita Non sostituisce il mediatore nel facilitare il dialogo tra i genitori
Mediatore familiare Aiuta i genitori a negoziare direttamente un accordo, in modo imparziale Non decide, non fa consulenza legale, non assiste in giudizio
Commercialista Aspetti fiscali, come le detrazioni per i figli di genitori separati Non redige gli atti di separazione né rappresenta in tribunale

Sulla mediazione si veda la guida su mediazione familiare, costi e a chi serve.

Si può avere lo stesso avvocato dell'altro genitore?

In una separazione consensuale davanti al tribunale, secondo uno studio legale che ne parla, è possibile presentare un ricorso congiunto con un unico avvocato. Per la negoziazione assistita, invece, servono avvocati distinti, perché la procedura prevede l'assistenza di almeno un legale per parte.

Il Codice deontologico forense vieta all'avvocato di assistere due persone in conflitto di interessi, anche potenziale. Secondo la giurisprudenza disciplinare, chi ha assistito entrambi i coniugi deve poi astenersi dal difendere uno contro l'altro in una controversia successiva, per esempio sulla modifica delle condizioni (art. 68). Per questo molti avvocati preferiscono non assumere l'incarico di entrambi.

Attenzione. Se i genitori non sono d'accordo su tutto, anche su un solo punto come le spese straordinarie, conviene che ciascuno sia assistito da un proprio avvocato. Un accordo che sembra equilibrato oggi può diventare una lite domani.

Come può aiutare sulle spese straordinarie e sul mantenimento?

Sulle spese dei figli l'avvocato lavora soprattutto su tre fronti.

  1. Il titolo. Legge la sentenza, il decreto di omologa o l'accordo e dice cosa prevede davvero: quote, categorie di spesa, necessità del consenso. È il punto di partenza di ogni richiesta, come si vede nella guida su spese concordate e non concordate.
  2. La richiesta. Imposta la comunicazione scritta, con documenti, termini e prova di ricezione.
  3. Il recupero. Se l'altro genitore non rimborsa, valuta i passaggi successivi, descritti in generale in ex non paga le spese straordinarie.

Per il mantenimento, l'avvocato non applica una formula: non esiste una tabella di legge, e l'assegno dipende dai criteri dell'art. 337-ter del codice civile e dal caso concreto. La guida su come si calcola il mantenimento dei figli spiega quali sono i criteri.

Quanto costa e che cosa chiedere?

Non esiste una cifra uguale per tutti. Il compenso si concorda con l'avvocato, di regola per iscritto e al momento in cui riceve l'incarico: la legge professionale (art. 13 della L. 247/2012) prevede che sia pattuito con il cliente e che l'avvocato gli comunichi la complessità dell'incarico e i costi prevedibili. La Cassazione, secondo una massima del 2023, richiede la forma scritta per i patti sul compenso.

Prima di dare l'incarico conviene chiedere per iscritto:

  • il compenso e come viene calcolato (a ore, a fase, a forfait);
  • le spese vive, per esempio contributo unificato e notifiche, oltre a IVA e contributo previdenziale;
  • quali attività sono comprese e quali no;
  • i tempi indicativi e le alternative all'azione giudiziaria.

Per le voci tipiche di una separazione consensuale c'è la guida sui costi della separazione consensuale.

Chi ha un reddito basso può chiedere il patrocinio a spese dello Stato. La soglia è fissata per decreto e aggiornata periodicamente. Secondo le fonti giornalistiche consultate si guarda al reddito imponibile e non all'ISEE. Il limite in vigore va verificato al momento della domanda.

Come scegliere un avvocato di famiglia?

Nessuna regola dice quale sia il professionista giusto. Alcuni criteri pratici:

  • Esperienza specifica. Si può chiedere quanti casi di separazione e divorzio con figli segue ogni anno.
  • Titolo di specialista. Se dichiarato, si può chiedere all'Ordine degli avvocati di appartenenza come verificarlo. L'albo è pubblico.
  • Visione delle alternative. Un buon colloquio non parla solo di causa: spiega anche accordo, mediazione e negoziazione assistita, con pro e contro.
  • Chiarezza sui costi. Un preventivo scritto prima dell'incarico, non dopo.
  • Prudenza sugli esiti. Nessun avvocato può garantire un risultato su assegno, affidamento o tempi con i figli. Chi lo promette va ascoltato con cautela.

Questo sito non indica né raccomanda singoli professionisti.

Cosa fare adesso

  1. Raccogliere il titolo. Sentenza, decreto di omologa o accordo firmato: è il documento da portare al primo incontro.
  2. Preparare l'elenco delle spese. Ricevute, date, importi e richieste già inviate all'altro genitore. Per una richiesta ordinata si può usare la lettera di rimborso.
  3. Mettere insieme i redditi. Buste paga o dichiarazioni recenti di chi chiede e, se disponibili, di chi dovrebbe rimborsare.
  4. Scrivere tre domande. Per esempio: quali strade ci sono, quanto può costare ciascuna, quali sono i tempi.
  5. Chiedere un preventivo scritto prima di conferire l'incarico, e confrontarlo se si sente più di un professionista.

Domande frequenti

Il primo colloquio con l'avvocato è gratuito?

Non c'è una regola valida per tutti: dipende dallo studio. Conviene chiederlo quando si fissa l'appuntamento e farsi dire cosa comprende, quanto dura e se il costo viene scalato dall'incarico successivo.

Un mediatore familiare può sostituire l'avvocato?

No. Il mediatore è una figura terza e imparziale che aiuta i genitori a trovare un accordo, ma non fornisce prestazioni riservate agli avvocati. L'accordo raggiunto va poi recepito in un atto formale.

Se le condizioni di separazione non vanno più bene, si possono cambiare?

La legge riconosce ai genitori il diritto di chiedere in ogni tempo la revisione dei provvedimenti su affidamento, responsabilità genitoriale e contributo al mantenimento dei figli (art. 337-quinquies c.c.). La strada, un accordo o il tribunale, va valutata caso per caso.

Chi ha un reddito basso può avere l'avvocato a spese dello Stato?

Esiste il patrocinio a spese dello Stato, riservato a chi non supera una soglia di reddito fissata per decreto e aggiornata periodicamente. Le condizioni sono nell'art. 76 del d.P.R. 115/2002; il limite in vigore va controllato al momento della domanda.

Fonti

  1. Avvocato matrimonialista o familiarista? (Studio Cataldi)
  2. Un avvocato matrimonialista o un avvocato familiarista? (diritto.it)
  3. L'avvocato specialista, Famiglia e Diritto n. 5/2021 (Altalex): titolo di specialista, art. 9 L. 247/2012, D.M. 144/2015 come modificato dal D.M. 163/2020
  4. Protocollo sulla negoziazione assistita, Procura della Repubblica di Brescia (art. 6 D.L. 132/2014, nulla osta o autorizzazione in presenza di figli)
  5. Separazioni e divorzi assistiti: no a un avvocato per due ma basta uno per trasmettere l'accordo (Studio Cataldi, assistenza di almeno un avvocato per parte)
  6. Separazione consensuale con un unico avvocato: quando è possibile (blog di studio legale)
  7. L'avvocato della coppia non può poi difendere solo la ex (Studio Cataldi, art. 68 Codice deontologico forense)
  8. Art. 337-quinquies c.c., Revisione delle disposizioni concernenti l'affidamento dei figli (Brocardi)
  9. Art. 13 L. 247/2012, Conferimento dell'incarico e compensi (Brocardi)
  10. Cass. civ., sez. II, sent. n. 717 del 12 gennaio 2023, forma scritta dei patti sul compenso (massima su Brocardi)
  11. Art. 76 d.P.R. 115/2002 (Testo unico spese di giustizia), condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato (MioLegale)
  12. Gratuito patrocinio: limiti di reddito 2025-2026 e reddito di riferimento (Money.it)

Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.