Contenuti in attesa di revisione legale: informazioni generali, non consulenza. Come lavoriamo
Mantenimento Figli.com
Spese straordinarie

Ex non paga le spese straordinarie: cosa fare e in che ordine

Aggiornato il 25 ottobre 20266 minuti di letturaRevisione legale: in attesa
Una ragazza di dodici anni con l'apparecchio ai denti sorride sulla poltrona dell'ortodontista, accanto alla madre

In attesa di revisione legale. Questa guida non è ancora stata controllata da un avvocato: le informazioni sono generali e si basano sulle fonti elencate in fondo alla pagina. Non sostituiscono il parere di un professionista.

La risposta in breve

Prima si controlla cosa prevede il titolo (accordo omologato o sentenza) e se la spesa era da concordare. Poi si invia una richiesta scritta con i documenti e un termine. Se il rimborso non arriva, esistono rimedi giudiziali, ma la scelta e l'esito dipendono dal caso e vanno valutati con un avvocato.

Cosa conviene fare per primo?

Prima di chiedere o di rispondere, conviene fermarsi su tre controlli. Servono a capire su che terreno ci si muove e a non sbagliare mossa. L'ordine è questo: titolo, natura della spesa, documenti.

Vale per entrambi i lati. Il genitore che ha anticipato la spesa deve poterla sostenere. Il genitore a cui viene chiesto il rimborso deve poter verificare cosa gli si chiede e su quale base.

Cos'è il titolo e perché conta?

Per titolo si intende il provvedimento o l'accordo che fissa gli obblighi tra i genitori: la sentenza di separazione o di divorzio, il decreto che omologa un accordo. Un accordo scritto tra le parti non omologato può avere un valore diverso: è un punto da far leggere a un avvocato. Il titolo è il documento che dice se e in che misura le spese straordinarie vanno ripartite, in quali percentuali e con quali modalità.

Il titolo pesa su tutto il resto. Un accordo che indica con chiarezza percentuali, categorie di spesa e modalità di richiesta rende il percorso più semplice. Un accordo generico lascia più spazio alle contestazioni.

Secondo i commenti a una decisione della Cassazione del 2025 (terza sezione, ord. 22522), il decreto di omologa della separazione che pone a carico di un genitore la quota delle spese straordinarie può essere un titolo esecutivo idoneo. Titolo esecutivo significa un documento sulla cui base, in presenza delle condizioni di legge, si può procedere al recupero forzato. Il credito però va dimostrato: occorre provare che la spesa c'è stata e quanto è costata.

La spesa era da concordare?

È il secondo controllo. La Cassazione ha chiarito che il genitore con cui il figlio vive non deve concordare in anticipo le spese ricorrenti e prevedibili, e che per le spese straordinarie la mancanza di consenso non fa perdere automaticamente il rimborso. Il giudice guarda all'interesse del figlio. Se ne parla in dettaglio in spese concordate e non concordate.

Per decidere se la richiesta ha basi solide servono tre domande:

  • la voce rientra tra le spese straordinarie o è già compresa nell'assegno?
  • il titolo richiede il consenso per quel tipo di spesa?
  • l'altro genitore ha espresso un dissenso, e in che forma?

Come si fa una richiesta scritta formale?

Una richiesta a voce o una chat sparsa sono più difficili da provare. Meglio un unico documento ordinato. Conviene che contenga:

  • l'elenco delle spese, con data e importo di ciascuna;
  • la quota richiesta e il criterio con cui è calcolata, con il riferimento alla clausola dell'accordo o della sentenza;
  • i documenti allegati: fatture, ricevute, prova del pagamento;
  • le coordinate per il pagamento;
  • un termine ragionevole per rispondere o pagare.

Le linee guida del Tribunale di Milano (giugno 2025) indicano per chi ha anticipato di inviare la documentazione entro 30 giorni, con una modalità che provi la ricezione, e prevedono il rimborso entro i 15 giorni successivi alla richiesta. Sono indicazioni pratiche, non regole valide ovunque: contano se il vostro titolo le richiama o se le avete adottate. Il protocollo di Milano è spiegato a parte.

Lo strumento lettera di richiesta del rimborso aiuta a preparare il testo. Per il metodo c'è la guida su come chiedere il rimborso. L'invio deve lasciare una prova di ricezione. Anche la raccolta dei messaggi ha le sue regole, spiegate in WhatsApp con l'ex e prove delle spese.

In pratica. La richiesta ordinata, con documenti e scadenza, serve a due cose: chiarire la pretesa all'altro genitore e costruire, se serve, un fascicolo leggibile da un avvocato o da un giudice.

Se l'altro risponde con un rifiuto o tace?

Se risponde con motivi, la discussione cambia. Può contestare la natura della spesa, la quota, i documenti, la mancanza di consenso. La Cassazione (ord. 5059/2021) ha indicato che, davanti a un dissenso tempestivo e motivato, il giudice verifica se è fondato e se la spesa risponde all'interesse del figlio. È utile, in questa fase, separare per iscritto le voci contestate da quelle su cui c'è accordo.

Se tace, il silenzio non vale automaticamente come consenso o come rifiuto: dipende da cosa prevede il titolo. Un termine scaduto e documentato rende più chiaro il quadro a chi dovrà valutare la situazione.

C'è una via diversa dal tribunale?

Prima di arrivare al giudice, i genitori possono cercare un accordo, con l'aiuto dei rispettivi avvocati o di un mediatore familiare. La mediazione familiare è un percorso a cui si accede volontariamente e che richiede la disponibilità di entrambi. Costi e funzionamento sono nella guida su mediazione familiare e costi.

Non è detto che funzioni, e non sempre è opportuna. Ma un rimborso rateizzato o un accordo scritto sulle voci contestate può costare meno di una causa.

Quali rimedi giudiziali esistono, in generale?

Questa parte è solo una mappa. Come procedere, e con quale esito, lo valuta l'avvocato sul caso concreto.

  • Decreto ingiuntivo. È un ordine di pagamento che il giudice può emettere, su richiesta, per una somma documentata. L'altro genitore può opporsi. Nel caso deciso dalla Cassazione con l'ordinanza 5059/2021 l'ex coniuge aveva ottenuto un decreto ingiuntivo per il rimborso di spese scolastiche e mediche, e l'opposizione era stata respinta. Non è un esito garantito: dipende dagli atti.
  • Precetto. È l'intimazione formale di pagare entro un termine, notificata sulla base di un titolo esecutivo, prima dell'esecuzione forzata. Secondo i commenti all'ordinanza 22522/2025 non basta un elenco generico di spese: serve documentarle o metterle a disposizione. In quel caso la Cassazione ha accolto il ricorso del genitore intimato perché le spese non erano state documentate.
  • Altri percorsi. A seconda del titolo e della natura della spesa, l'avvocato può valutare strade diverse.

Nessun rimedio è automatico. Il titolo, la natura delle spese, i documenti e le contestazioni cambiano il quadro.

Cosa fare adesso

  1. Raccogliete in una cartella accordo o sentenza, ricevute, prove di pagamento, richieste e risposte, in ordine di data.
  2. Leggete le clausole sulle spese straordinarie: percentuali, consenso, termini, modalità di richiesta.
  3. Inviate una richiesta scritta con elenco, documenti, quota e termine, usando la lettera di rimborso come traccia, e conservate la prova dell'invio.
  4. Se la richiesta resta senza esito o viene contestata, valutate un accordo scritto sulle voci discusse, anche con l'aiuto di un mediatore.
  5. Prima di notificare atti o avviare un procedimento, rivolgetevi a un avvocato: scelta dello strumento, costi ed esito non si decidono da una guida.

Domande frequenti

Posso smettere di pagare l'assegno se l'altro genitore non rimborsa?

L'assegno di mantenimento e il rimborso delle spese straordinarie sono obblighi distinti. Sospendere un pagamento per ripicca può creare un problema in più. Prima di farlo conviene sentire un avvocato.

Servono le ricevute per chiedere il rimborso?

Sì, nella pratica sono il punto di partenza. Anche per i giudici conta poter dimostrare che la spesa c'è stata e quanto è costata: la Cassazione (ord. 22522/2025, secondo i commenti) ha ritenuto insufficiente un semplice elenco di voci quando si agisce con un precetto.

Cosa cambia se l'altro genitore contesta la spesa?

La questione passa dal pagamento al merito: se la spesa era da concordare, se era utile per il figlio, se la quota è giusta. Se il disaccordo resta, a valutarlo è il giudice.

Questa pagina vale anche per chi deve rimborsare?

Sì. Chi riceve la richiesta può usare gli stessi punti di controllo: titolo, natura della spesa, documenti, termini. Rispondere per iscritto e con motivi concreti è più utile che tacere.

Fonti

  1. Cass. civ., sez. I, ord. n. 5059 del 2021, commento di Studio Cataldi (caso con decreto ingiuntivo per il rimborso di spese scolastiche e mediche)
  2. Cass. civ., sez. III, 4 agosto 2025, n. 22522 (decreto di omologa come titolo esecutivo e documentazione delle spese nel precetto), commento su EC News
  3. Commento di diritto.it a Cass. n. 22522/2025
  4. Linee guida spese extra assegno di mantenimento, Milano, giugno 2025 (testo ufficiale, scansione): termini di 30 giorni per la documentazione e 15 giorni per il rimborso
  5. Cass. civ., sez. I, ord. 25 giugno 2025, n. 17017 (testo integrale)

Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.