In attesa di revisione legale. Questa guida non è ancora stata controllata da un avvocato: le informazioni sono generali e si basano sulle fonti elencate in fondo alla pagina. Non sostituiscono il parere di un professionista.
Secondo le linee guida di Milano del giugno 2025, cure ortodontiche private, scuola privata, sport, corsi di lingue e patente richiedono di regola il consenso preventivo; libri di testo, ticket e occhiali non cosmetici no. Prevale sempre il provvedimento che riguarda i genitori.
Come leggere questo elenco
Le indicazioni vengono dal testo ufficiale delle linee guida del Tribunale di Milano, pubblicato sul sito del Tribunale e datato giugno 2025. Sono una prassi condivisa tra giudici e avvocati milanesi, non una legge. Valgono nel caso concreto solo se l'accordo dei genitori le richiama o se il giudice le applica. Se il vostro provvedimento ha un elenco diverso, prevale quello.
Nel testo di Milano il «preventivo accordo» è il consenso dell'altro genitore prima della spesa. Qui sotto «serve il consenso» e «senza consenso» riportano questa distinzione. Una spesa senza consenso preventivo va comunque documentata e ripartita. Quando le linee guida non dicono nulla su una voce, la scheda lo scrive: «dipende, non indicata nelle linee guida di Milano».
Parrucchiere, lenti a contatto, libri, scuola privata: le risposte brevi
- Il parrucchiere è una spesa straordinaria? Dipende, non indicato nelle linee guida di Milano. Le linee guida nazionali degli Osservatori sulla giustizia civile del 2017, anch'esse non vincolanti, collocano i trattamenti estetici limitati a parrucchiere ed estetista tra le spese comprese nell'assegno. Per le cerimonie come comunione e cresima lo stesso documento tratta il parrucchiere tra le spese extra da concordare.
- Le lenti a contatto lo sono? Per uso non cosmetico, come gli occhiali, sono senza consenso. Per uso cosmetico il testo non dice nulla.
- I libri scolastici? I libri di testo sono senza consenso. Gli altri libri non sono indicati.
- Le tasse scolastiche? Per gli istituti pubblici sono senza consenso, per gli istituti privati serve il consenso.
- La scuola privata? Le tasse per gli istituti privati richiedono il consenso preventivo.
- L'apparecchio per i denti? Le cure ortodontiche presso strutture private richiedono il consenso.
- Lo psicologo? Il supporto psicologico rientra tra i trattamenti sanitari che richiedono il consenso.
- La patente? Corso, lezioni ed esame richiedono il consenso.
Salute: quali spese mediche richiedono il consenso?
Per il contesto delle spese sanitarie dopo la separazione c'è la guida sulle spese mediche dei figli.
- Cure dentistiche: in strutture pubbliche senza consenso. In strutture private serve il consenso, salvo urgenza.
- Cure oculistiche presso strutture private: serve il consenso.
- Cure termali e fisioterapiche: serve il consenso.
- Farmaci omeopatici: serve il consenso.
- Farmaci, integratori e altri presidi prescritti dal medico curante, dal pediatra o da uno specialista, anche se non coperti dal servizio sanitario: senza consenso.
- Medicinali da banco: compresi nell'assegno, quindi non sono spese extra.
- Occhiali e lenti a contatto per uso non cosmetico: senza consenso.
- Prestazioni sanitarie private non erogate dal servizio sanitario, o previste dal servizio sanitario ma eseguite in privato: serve il consenso, salvo urgenza per i trattamenti prescritti.
- Supporto psicologico: serve il consenso.
- Ticket sanitari: senza consenso.
- Visite specialistiche prescritte dal pediatra o dal medico curante: senza consenso.
Scuola: quali spese scolastiche richiedono il consenso?
La guida sulle spese scolastiche dei figli approfondisce il tema.
- Alloggio presso la sede universitaria: serve il consenso.
- Assicurazione scolastica: senza consenso.
- Cancelleria scolastica ricorrente: compresa nell'assegno.
- Corredo scolastico di inizio anno, comprese le dotazioni per l'attività sportiva prevista dalla programmazione didattica: senza consenso.
- Corsi di recupero e lezioni private: serve il consenso.
- Dotazione informatica (pc, tablet, calcolatrice scientifica) prescritta dalla scuola o legata a un programma di studio individualizzato: senza consenso.
- Fondo cassa richiesto dalla scuola o dal rappresentante di classe: senza consenso.
- Gite scolastiche: senza pernottamento, senza consenso. Con pernottamento serve il consenso.
- Libri di testo: senza consenso.
- Mensa scolastica: senza consenso. Nelle linee guida del 2017 era invece nell'assegno.
- Master, corsi di specializzazione e post universitari: presso istituti pubblici senza consenso, presso istituti privati serve il consenso.
- Tasse scolastiche e universitarie: istituti pubblici senza consenso, istituti privati serve il consenso.
- Trasporto pubblico (bus, treno) dalla residenza alla scuola: senza consenso.
Sport e tempo libero: cosa serve concordare?
- Attività ludiche e ricreative (pittura, teatro, scoutismo): serve il consenso.
- Attività sportive con abbigliamento, attrezzature, iscrizioni a gare e tornei e trasferte: serve il consenso.
- Baby sitter fino alla fine della scuola secondaria di primo grado, per coprire l'orario di lavoro dei genitori: senza consenso.
- Centro ricreativo estivo (oratorio, grest, campus organizzati da scuole pubbliche o da enti territoriali): senza consenso.
- Corsi di lingue: serve il consenso.
- Corsi di musica e strumenti musicali: serve il consenso.
- Tempo prolungato, pre-scuola e dopo-scuola: senza consenso.
- Viaggi e soggiorni di studio, stage sportivi e vacanze senza i genitori: serve il consenso.
Mobilità e tecnologia: telefono, computer, mezzi di trasporto
- Cellulare: acquisto e funzionamento richiedono il consenso.
- Mezzo di trasporto del figlio: acquisto e manutenzione, compresi bollo e assicurazione, richiedono il consenso.
- Patente di guida: corso, lezioni ed esame richiedono il consenso.
- Pc e tablet: acquisto e funzionamento richiedono il consenso. Fanno eccezione quelli prescritti dalla scuola, elencati nella sezione Scuola.
Figli con disabilità: quali spese non richiedono il consenso?
Il testo del 2025 ha una sezione dedicata ai figli in condizione di disabilità, con rinvio all'articolo 2, comma 1, lettera a, del d.lgs. 62/2024. Per le spese documentate non serve il consenso preventivo se riguardano:
- beni e servizi di prevenzione, cura o riabilitazione, anche in regime privato, se prescritti o urgenti;
- alimenti e integratori per esigenze nutrizionali o terapeutiche specifiche;
- abbigliamento e calzature su misura, ove necessario;
- presidi per la deambulazione o per la fruizione degli spazi, anche domestici;
- assistenza a domicilio o per scopi educativi o di istruzione;
- partecipazione ad attività sportive o culturali di gruppo;
- frequenza di centri diurni;
- veicoli anche modificati di uso costante, con patente, bollo e assicurazione se obbligatori;
- costi privati dei cani guida.
Il testo aggiunge «salve eventuali statuizioni più favorevoli per la prole»: se il provvedimento riconosce di più, vale quello.
Quali voci non sono indicate nelle linee guida di Milano?
Per queste voci la risposta è: dipende, non indicata nelle linee guida di Milano. Conta il provvedimento e, in sua assenza, la valutazione sul caso concreto.
- Asilo nido.
- Abbonamenti di trasporto non legati alla scuola.
- Campi estivi organizzati da privati.
- Feste e cerimonie.
- Libri non di testo.
- Parrucchiere ed estetista.
Attenzione. Un elenco non sostituisce il provvedimento. Se l'accordo di separazione o la sentenza prevedono regole diverse, per esempio il consenso su una voce che qui non lo richiede, valgono quelle.
Cosa fare adesso
- Cercare la voce nell'elenco o usare lo strumento verifica spesa.
- Leggere nell'accordo o nel provvedimento se la voce è citata e se è richiesto il consenso.
- Se serve il consenso, chiederlo per iscritto prima di pagare e conservare la prova dell'invio.
- Conservare fattura, ricevuta e prova di pagamento. La procedura è nella guida su come chiedere il rimborso.
- Per il quadro generale, partire dalla guida sulle spese straordinarie per i figli.
Domande frequenti
Cosa significa «serve il consenso» nelle linee guida di Milano?
Significa che, di regola, il genitore che vuole la spesa deve ottenere in anticipo l'accordo dell'altro. Nelle linee guida il silenzio dell'altro genitore, dopo una richiesta scritta, vale consenso se non c'è un dissenso motivato scritto entro 10 giorni.
E se la spesa «non richiede il consenso»?
Per le linee guida di Milano la spesa va comunque documentata e ripartita tra i genitori. Non serve però l'accordo prima di sostenerla.
Questo elenco vale per il mio caso?
Vale come riferimento. Se l'accordo o il provvedimento che vi riguarda prevede un elenco proprio, o richiama un protocollo diverso, si applica quello.
Le voci non indicate si possono chiedere in rimborso?
Dipende dal provvedimento e dalla natura della spesa. Per una voce non indicata conviene leggere le clausole sulle spese extra e, se restano dubbi, chiedere a un avvocato di famiglia.
Fonti
- Tribunale di Milano, Linee guida spese extra assegno di mantenimento (giugno 2025, testo ufficiale, P. 8334/25)
- Tribunale di Milano, Linee guida spese extra assegno (versione del 14 novembre 2017)
- Tribunale di Milano, Protocolli e convenzioni (pagina ufficiale con data di pubblicazione)
- Linee guida sul contributo al mantenimento dei figli, Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla giustizia civile, 20 maggio 2017 (sito del Tribunale di Roma)
Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.
