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Spese straordinarie

Spese straordinarie figli: cosa sono, chi decide, chi paga

Aggiornato il 25 ottobre 20266 minuti di letturaRevisione legale: in attesa
Una ragazza di dodici anni con l'apparecchio ai denti sorride sulla poltrona dell'ortodontista, accanto alla madre

In attesa di revisione legale. Questa guida non è ancora stata controllata da un avvocato: le informazioni sono generali e si basano sulle fonti elencate in fondo alla pagina. Non sostituiscono il parere di un professionista.

La risposta in breve

Sono le spese per i figli che escono dalla vita quotidiana per rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità e che l'assegno periodico, di regola, non copre. Chi le paga e in che misura dipende dall'accordo o dal provvedimento del giudice che riguarda i genitori.

Cosa sono le spese straordinarie per i figli?

La legge non le definisce. L'articolo 337-ter del codice civile stabilisce che ogni genitore contribuisce al mantenimento dei figli in proporzione al proprio reddito e che il giudice, se serve, fissa un assegno periodico. L'espressione «spese straordinarie» non compare nel testo. La definizione viene dalla giurisprudenza.

Nelle ordinanze n. 6933 dell'8 marzo 2023 e n. 14564 del 25 maggio 2023, la Corte di cassazione ha ripreso questa idea: sono straordinarie le spese che, per rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità, escono dal regime ordinario di vita dei figli. Per questo di regola non entrano in un assegno fisso.

Gli elenchi delle linee guida del Tribunale di Milano danno un'idea concreta di cosa si intende. Tra le voci ci sono le cure dentistiche e ortodontiche presso strutture private, la scuola privata, l'alloggio universitario, i corsi di lingue e le attività sportive. Nell'elenco delle spese straordinarie da A a Z ogni voce è indicata con la regola sul consenso.

Che differenza c'è tra assegno di mantenimento e spese straordinarie?

L'assegno periodico copre le esigenze ordinarie di vita del figlio. Le linee guida di Milano del giugno 2025 citano come esempi il vitto, il concorso alle spese di casa, l'abbigliamento ordinario con i cambi di stagione, la cancelleria scolastica ricorrente e i medicinali da banco. Ciò che sta fuori da queste voci è «extra assegno».

Assegno periodico Spese straordinarie (extra assegno)
Cosa copre Le esigenze ordinarie e ricorrenti Le spese che escono dall'ordinario
Come si versa In un importo periodico, di regola mensile Con una quota a carico di ciascun genitore
Esempi nelle linee guida di Milano Vitto, casa, abbigliamento ordinario, medicinali da banco Cure ortodontiche private, scuola privata, patente

Il confine non è identico in ogni provvedimento. La mensa scolastica ne è un esempio. Le linee guida di Milano del 2017 la collocavano nell'assegno, quelle del 2025 la elencano tra le spese scolastiche da rimborsare senza consenso preventivo. Una voce può quindi cambiare collocazione da un testo all'altro.

Le linee guida del 2025 aggiungono un caso particolare. Quando per ragioni oggettive è difficile ottenere il consenso dell'altro genitore o il rimborso, l'assegno periodico può essere omnicomprensivo, cioè includere anche le spese extra ordinariamente previste. Il testo non dice di più: anche questa scelta spetta all'accordo o al giudice.

Chi decide quali spese sono straordinarie e chi le paga?

Decidono, in primo luogo, l'accordo dei genitori e il provvedimento del giudice. È il documento che riguarda i due genitori a dire quali spese sono extra assegno, in quale percentuale si dividono e se serve il consenso preventivo. Alcuni provvedimenti contengono un elenco. Altri rinviano alle linee guida di un tribunale. Altri non dicono nulla, e allora si guarda di regola ai principi della giurisprudenza.

In pratica. Prima di spendere o di contestare una spesa, cercate nell'accordo o nel provvedimento tre cose: l'elenco delle spese extra, le percentuali di riparto e le regole su consenso e tempi. Quelle regole prevalgono su qualsiasi indicazione generale.

C'è poi una distinzione tra la scelta e il rimborso. Per le decisioni di maggiore interesse sui figli, cioè istruzione, educazione, salute e residenza abituale, l'articolo 337-ter prevede che i genitori decidano di comune accordo. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice. Il rimborso di una spesa già sostenuta segue regole in parte diverse, come si vede qui sotto.

Serve il consenso dell'altro genitore prima di spendere?

Dipende dal provvedimento e dal tipo di spesa. Su questo la Cassazione ha dato indicazioni che i commenti riassumono così.

  • Ordinanza n. 5059 del 2021 (sezione prima civile). Il genitore con cui il figlio vive prevalentemente, detto collocatario, non ha l'obbligo di informare e concordare in anticipo ogni spesa straordinaria. L'altro genitore rimborsa la sua quota, salvo che abbia opposto in tempo validi motivi di dissenso. In caso di contrasto il giudice verifica se la spesa risponde all'interesse del figlio, valutandone utilità e sostenibilità.
  • Ordinanza n. 14564 del 2023. Per le spese ordinarie e prevedibili, come quelle scolastiche e mediche ricorrenti, l'accordo preventivo non serve. Riguarda le spese davvero straordinarie. Anche per queste, la mancanza di consenso non fa perdere automaticamente il diritto al rimborso.

Le linee guida di Milano scelgono una via pratica: per ogni voce indicano se serve il consenso prima. Sono un riferimento, non una regola valida ovunque. L'articolo su spese concordate e non concordate approfondisce il tema.

Il protocollo di Milano vale anche fuori Milano?

Non è una legge e non vincola gli altri tribunali. È un testo firmato da Corte d'Appello, Tribunale, Ordine degli Avvocati e Osservatorio sulla giustizia civile di Milano. Può valere in un caso concreto se l'accordo dei genitori lo richiama o se il giudice lo applica. Fuori Milano è un riferimento utile per capire come si ragiona, ma ogni tribunale può avere regole diverse. I dettagli sono nella pagina sul protocollo del Tribunale di Milano.

Quali sono gli errori più frequenti?

  • Applicare una regola generale al posto del provvedimento. Se il provvedimento prevede il consenso preventivo o una percentuale precisa, vale quello.
  • Dare per scontato il 50%. La divisione a metà è una scelta di accordo o provvedimento, non un obbligo di legge. Il tema è nell'articolo sulle spese straordinarie al 50%.
  • Non conservare i documenti. Senza fatture, ricevute e prove di pagamento la richiesta di rimborso resta debole.
  • Comunicare solo a voce o in modo non dimostrabile. Una richiesta scritta, con prova di ricezione, evita contestazioni su date e contenuto.
  • Aspettare troppo. Le linee guida di Milano indicano 30 giorni per inviare i documenti. Se il provvedimento richiama quei termini, un ritardo può diventare un argomento per l'altra parte.
  • Compensare le somme con l'assegno. Le linee guida nazionali degli Osservatori sulla giustizia civile del 2017 escludono che spese extra e assegno mensile si compensino tra loro. Chi trattiene una quota dall'assegno, o chi non paga l'assegno perché ha anticipato una spesa, rischia una contestazione.
  • Trattare tutte le voci allo stesso modo. Una visita specialistica prescritta e un corso di musica seguono regole diverse sul consenso.

Il genitore che deve rimborsare può commettere gli stessi errori in senso opposto: ignorare una richiesta documentata, o rifiutare senza spiegare per iscritto i motivi.

Come verificare una singola spesa?

Per sapere se una voce di spesa è di regola ordinaria o straordinaria, e se secondo le linee guida di Milano serve il consenso, si può usare lo strumento verifica spesa. Il risultato è indicativo: l'ultima parola spetta al provvedimento che riguarda i genitori.

Cosa fare adesso

  1. Procurarsi l'accordo di separazione o divorzio e il provvedimento del giudice, e leggere le clausole sulle spese straordinarie.
  2. Segnare le regole che contano: elenco delle voci, percentuali, consenso preventivo, tempi di richiesta e di rimborso.
  3. Per ogni spesa nuova, conservare subito fattura, ricevuta e prova di pagamento in un'unica cartella.
  4. Controllare la voce con lo strumento verifica spesa e, se serve il consenso, chiederlo per iscritto prima di pagare.
  5. Se il provvedimento è poco chiaro o la contestazione è di importo rilevante, confrontarsi con un avvocato di famiglia. Per le richieste di rimborso è utile la guida su come chiedere il rimborso.

Domande frequenti

Le spese straordinarie valgono anche per i figli maggiorenni?

Le linee guida di Milano si applicano anche ai figli maggiorenni non economicamente indipendenti, e l'articolo 337-septies del codice civile prevede che il giudice possa disporre un assegno a loro favore. Come per i minori, conta ciò che stabiliscono l'accordo e il provvedimento.

Le spese straordinarie si dividono sempre a metà?

No. La legge indica il criterio della proporzione al reddito e la Cassazione ha escluso che la divisione a metà sia automatica. La percentuale che vale è quella dell'accordo o del provvedimento.

Cosa succede se l'altro genitore non è d'accordo su una spesa?

Dipende dal provvedimento e dal tipo di spesa. Per le scelte importanti su istruzione, educazione e salute la decisione, in caso di disaccordo, spetta al giudice. Sul rimborso, la Cassazione ha escluso che la mancanza di consenso faccia perdere automaticamente il diritto alla quota.

Servono sempre le ricevute?

Le linee guida di Milano indicano che le spese vanno documentate. Fatture, ricevute e prove di pagamento sono comunque la base di qualsiasi richiesta di rimborso.

Fonti

  1. Codice civile, art. 337-ter, Provvedimenti riguardo ai figli (Brocardi.it)
  2. Cass. civ., sez. I, ord. n. 6933 dell'8 marzo 2023, massima (Brocardi.it)
  3. Cass. ord. n. 6933/2023: le spese straordinarie non vanno necessariamente divise a metà (Dinellalex)
  4. Cass. civ. n. 14564 del 25 maggio 2023, massima (Avvocato.it)
  5. Cass. ord. n. 5059/2021: rimborso dovuto anche senza accordo preventivo (Studio Cataldi)
  6. Tribunale di Milano, Linee guida spese extra assegno di mantenimento (giugno 2025, testo ufficiale)
  7. Tribunale di Milano, Linee guida spese extra assegno (versione del 14 novembre 2017)
  8. Linee guida sul contributo al mantenimento dei figli, Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla giustizia civile, 20 maggio 2017 (sito del Tribunale di Roma)
  9. ItaliaOggi, Ex coniugi, sulle spese per i figli patti chiari amicizia lunga (6 luglio 2025)

Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.