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Spese straordinarie

Spese straordinarie 50%: non è obbligatorio dividerle a metà

Aggiornato il 25 ottobre 20266 minuti di letturaRevisione legale: in attesa
Un padre porge la borraccia al figlio di dieci anni in tenuta da calcio, a bordo campo

In attesa di revisione legale. Questa guida non è ancora stata controllata da un avvocato: le informazioni sono generali e si basano sulle fonti elencate in fondo alla pagina. Non sostituiscono il parere di un professionista.

La risposta in breve

No. Le spese straordinarie vanno ripartite tra i genitori, ma non necessariamente a metà: secondo la Cassazione (ordinanza 6933/2023) contano le sostanze patrimoniali e la capacità di lavoro di ciascuno. Se l'accordo o il provvedimento indicano una percentuale, vale quella.

Le spese straordinarie vanno divise sempre a metà?

No. La divisione a metà è una scelta possibile dell'accordo o del giudice, ma non è imposta dalla legge. L'articolo 337-ter del codice civile prevede che ogni genitore contribuisca al mantenimento dei figli in proporzione al proprio reddito, salvo accordi diversi liberamente sottoscritti. Non fissa una quota uguale per tutte le spese.

La percentuale che conta, in concreto, è quella scritta nell'accordo dei genitori o nel provvedimento del giudice. Se è il 50%, si applica il 50%. Se è un'altra percentuale, si applica quella. Quando manca qualsiasi indicazione, si guarda ai principi della giurisprudenza descritti qui sotto. Il quadro generale è nella guida sulle spese straordinarie per i figli.

Cosa ha stabilito la Cassazione con l'ordinanza 6933 del 2023?

Nell'ordinanza n. 6933 dell'8 marzo 2023 (sezione prima civile) la Corte di cassazione ha affermato, per come la riportano la massima e i commenti, che le spese straordinarie vanno ripartite tra i genitori ma non necessariamente a metà. Non si tratta, secondo la Corte, di debiti solidali da dividere in parti uguali. La quota si determina in base alle rispettive sostanze patrimoniali disponibili e alla capacità di lavoro, professionale o casalingo, di ciascun genitore.

Nel caso deciso, secondo i commenti, il Tribunale di Milano aveva posto a carico del padre un assegno di 1.100 euro per ciascun figlio e l'80% delle spese extra documentate. La Corte d'appello aveva confermato. La Cassazione ha annullato la decisione sul punto delle spese straordinarie, perché non spiegava perché anche le spese ordinarie e ricorrenti, che integrano l'assegno, dovessero gravare in quella misura sul padre.

Due precisazioni sul contenuto:

  • La Corte non ha detto che l'80% sia sbagliato. Ha richiesto che la ripartizione sia motivata in modo specifico.
  • La Corte distingue tra esborsi ordinari e prevedibili, che di regola integrano l'assegno, e spese imprevedibili e rilevanti, che ne escono. La contribuzione per le spese straordinarie, a differenza dell'assegno, non ha funzione perequativa: serve a coprire esigenze specifiche dei figli.

Quali criteri si usano per decidere la percentuale?

Il codice civile elenca, per l'assegno periodico, cinque elementi che il giudice valuta: le attuali esigenze del figlio, il tenore di vita goduto in costanza di convivenza, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, le risorse economiche di entrambi e il valore economico dei compiti domestici e di cura. Per le spese straordinarie la Cassazione richiama, in particolare, due criteri:

  • le sostanze patrimoniali disponibili di ciascun genitore, cioè il patrimonio a disposizione, non solo il reddito;
  • la capacità di lavoro, professionale o casalingo.

Le linee guida di Milano del 2025 non ne aggiungono altri: la percentuale è quella «concordata dalle parti o disposta con provvedimento giudiziale». Le linee guida nazionali degli Osservatori sulla giustizia civile del 2017 indicano che le spese extra vanno ripartite pro quota, con una misura determinata dal giudice in conformità al principio di proporzionalità. Anche questi sono riferimenti non vincolanti. Il contenuto delle linee guida milanesi è riassunto nell'articolo sul protocollo del Tribunale di Milano.

In pratica. Un calcolo proporzionale serve a capire l'ordine di grandezza, a proporre un accordo o a preparare un confronto con l'avvocato. Se il provvedimento indica già una percentuale, la percentuale del provvedimento prevale sul calcolo.

Come si fa un calcolo proporzionale?

Esempio di calcolo, importi inventati per spiegare il metodo. Il genitore A ha un reddito netto mensile di 2.400 euro, il genitore B di 1.600 euro. Devono dividersi una spesa straordinaria documentata di 1.500 euro.

  1. Si sommano i redditi netti: 2.400 + 1.600 = 4.000 euro.
  2. Si calcola il peso di ciascuno: A pesa 2.400 / 4.000 = 60%, B pesa 1.600 / 4.000 = 40%.
  3. Si applicano le percentuali alla spesa.
Genitore Reddito netto mensile Peso Quota su 1.500 euro Quota al 50%
A 2.400 euro 60% 900 euro 750 euro
B 1.600 euro 40% 600 euro 750 euro

In questo esempio la differenza rispetto al 50% è di 150 euro a testa. Il metodo usa solo il reddito netto, mentre la Cassazione cita anche le sostanze patrimoniali e la capacità di lavoro. Un genitore con redditi più bassi ma con una casa di proprietà o risparmi consistenti potrebbe avere una quota diversa. Il numero ottenuto è un punto di partenza, non un risultato che si possa pretendere. Lo strumento ripartizione spese permette di fare lo stesso calcolo, in percentuale o in proporzione al reddito.

Cosa significa la soglia del 10% del reddito netto mensile?

Le linee guida di Milano del 2025 prevedono che, quando la singola spesa supera il 10% del reddito mensile netto di uno dei genitori, entrambi la sostengono direttamente, nella percentuale concordata o stabilita dal giudice. Il testo parla di sostenimento diretto e non cambia la percentuale: riguarda il modo in cui la spesa viene pagata, non la quota di ciascuno.

Con i numeri dell'esempio, il 10% del reddito netto mensile è 240 euro per A e 160 euro per B. Una spesa di 200 euro supera la soglia di B ma non quella di A. Poiché il testo parla di «uno dei genitori», una spesa di 200 euro rientrerebbe nella regola. Una spesa di 1.500 euro la supera per entrambi. Per spese di questa dimensione il testo prevede quindi che ciascun genitore le sostenga direttamente, ciascuno per la propria quota. È una lettura letterale, da confermare con un avvocato. Vale poi solo se le linee guida sono richiamate dall'accordo o applicate dal tribunale.

Cosa vale se il provvedimento indica già una percentuale?

Vale il provvedimento. Il calcolo proporzionale non permette di pagare una quota diversa da quella fissata. Per cambiare la percentuale serve, di regola, un nuovo accordo tra i genitori o una richiesta al giudice, con l'assistenza di un avvocato. Se invece l'altro genitore non paga la quota dovuta, l'articolo su cosa fare se l'ex non paga descrive le strade in generale.

Cosa fare adesso

  1. Leggere l'accordo o il provvedimento e individuare la percentuale prevista per le spese straordinarie.
  2. Se non c'è una percentuale, annotare redditi netti, patrimonio e tempi di permanenza dei figli presso ciascun genitore, con i documenti.
  3. Usare lo strumento ripartizione spese per vedere l'effetto del 50% e di una ripartizione proporzionale.
  4. Proporre per iscritto all'altro genitore la percentuale che ne risulta, indicando i dati su cui si basa.
  5. Prima di cambiare una regola già fissata, confrontarsi con un avvocato di famiglia. Per le richieste di rimborso, la guida su come chiedere il rimborso indica i passi.

Domande frequenti

Il genitore con più reddito paga sempre una quota maggiore?

Non sempre. La legge parla di contributo in proporzione al reddito, ma la Cassazione indica anche le sostanze patrimoniali e la capacità di lavoro. Vale comunque la percentuale dell'accordo o del provvedimento.

La soglia del 10% riguarda l'assegno mensile?

No. Nelle linee guida di Milano riguarda la singola spesa: se supera il 10% del reddito mensile netto di uno dei genitori, entrambi la sostengono direttamente nella percentuale concordata o stabilita.

Si può cambiare una percentuale già fissata?

Di regola vale quanto stabilito dall'accordo o dal provvedimento. Per cambiarla serve in genere un nuovo accordo o una richiesta al giudice, con l'aiuto di un avvocato.

Le linee guida di Milano indicano una percentuale?

No. Rinviano alla percentuale concordata dai genitori o disposta con provvedimento del giudice, senza fissarne una.

Fonti

  1. Codice civile, art. 337-ter, Provvedimenti riguardo ai figli (Brocardi.it)
  2. Cass. civ., sez. I, ord. n. 6933 dell'8 marzo 2023, massima (Brocardi.it)
  3. Cass. ord. n. 6933/2023: le spese straordinarie non vanno necessariamente divise a metà (Dinellalex)
  4. Spese straordinarie per i figli: non vanno ripartite necessariamente al 50% (Studio Cataldi, 12 marzo 2023)
  5. Le spese straordinarie per i figli vanno sempre suddivise al 50%? (Money.it)
  6. Tribunale di Milano, Linee guida spese extra assegno di mantenimento (giugno 2025, testo ufficiale, P. 8334/25)
  7. Linee guida sul contributo al mantenimento dei figli, Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla giustizia civile, 20 maggio 2017 (sito del Tribunale di Roma)

Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.