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Spese straordinarie

Conto corrente per le spese dei figli tra genitori separati

Aggiornato il 25 ottobre 20266 minuti di letturaRevisione legale: in attesa
Un padre porge la borraccia al figlio di dieci anni in tenuta da calcio, a bordo campo

In attesa di revisione legale. Questa guida non è ancora stata controllata da un avvocato: le informazioni sono generali e si basano sulle fonti elencate in fondo alla pagina. Non sostituiscono il parere di un professionista.

La risposta in breve

Un conto dedicato alle spese dei figli è una possibilità che i genitori possono concordare, non un obbligo: l'art. 337-ter non risulta prevederlo. Può rendere i pagamenti tracciabili e semplificare i rimborsi, ma cointestazione, accessi e rendiconto vanno regolati per iscritto.

Che cos'è un conto dedicato alle spese dei figli?

È un conto su cui i genitori versano somme periodiche concordate e da cui si pagano spese dei figli. Quali spese e in che quota lo decidono loro, per accordo o perché lo stabilisce un provvedimento.

Non è un obbligo. L'art. 337-ter del codice civile prevede che, salvo accordi diversi, ciascun genitore contribuisca in proporzione al proprio reddito e che il giudice, se necessario, fissi un assegno periodico. Nel testo consultato non compare un conto dedicato. È quindi una soluzione da concordare, che i genitori possono valutare per ridurre i conflitti sui rimborsi.

Un esempio documentato è la risposta a interpello n. 205 del 9 luglio 2020 dell'Agenzia delle Entrate. Riguarda due ex coniugi che, in esecuzione di una sentenza di divorzio, aprono un conto cointestato a firma congiunta per garantire la sicurezza economica dei figli.

Il conto non sostituisce l'assegno e non cambia la classificazione delle spese. Una spesa ordinaria resta ordinaria anche se pagata dal conto comune. Per la differenza si veda spese straordinarie per i figli: cosa sono e chi le paga.

Conto cointestato o conti separati: quali differenze?

Le due soluzioni si possono confrontare così.

Aspetto Conto cointestato Conti separati con rendiconto
Chi dispone Dipende dalla firma: congiunta, e nessuno opera da solo, o disgiunta, e ognuno può farlo Ognuno paga dal proprio conto e documenta
Tracciabilità Un solo estratto con versamenti e spese Estratti e ricevute di ciascuno, da riunire in un unico elenco
Rapporto con la banca Con firma disgiunta, per l'art. 1854 c.c. gli intestatari sono creditori o debitori in solido dei saldi Ciascuno risponde del proprio conto
Rapporti tra i genitori Per l'art. 1298 c.c. le quote si presumono uguali, salvo prova contraria Le somme restano del titolare
Rischio principale Disaccordo su accessi, prelievi e spese non concordate Ritardi e contestazioni sui rimborsi

Una terza formula è un conto intestato a un solo genitore, con accesso in sola consultazione per l'altro. Dipende dalla banca se è possibile, e le condizioni vanno chieste direttamente. Questo sito non consiglia istituti o prodotti.

I pagamenti tracciabili servono come prova?

Di regola sì, perché aiutano a dimostrare chi ha pagato, quanto e quando. Per l'art. 2697 del codice civile chi vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne sono il fondamento, e chi sostiene che il diritto si sia estinto deve provare i fatti su cui si basa. Vale per il genitore che anticipa una spesa e per quello che dichiara di averla rimborsata.

Alcune precisazioni pratiche:

  • Un bonifico con causale chiara mostra data, importo e destinatario. Una causale come "spesa figlio, visita oculistica del 12 settembre" aiuta a collegarlo alla spesa.
  • Il bonifico non dimostra da solo a cosa servisse la spesa. Servono ricevuta o fattura, allegate allo stesso elenco.
  • I contanti non lasciano il riscontro di una terza parte, come una banca: in quel caso il riscontro principale è una ricevuta datata e firmata.
  • Un conto dedicato concentra versamenti e spese in un solo estratto, ma questo non dispensa dal conservare le ricevute.

Come impostare la richiesta di rimborso è in come chiedere il rimborso delle spese straordinarie. Sul ruolo dei messaggi scritti si veda WhatsApp con l'ex: come tenere le prove.

Cosa mettere nell'accordo?

Un conto condiviso funziona se le regole sono scritte. Punti da definire, da far rivedere a un avvocato o a un mediatore:

  • Scopo. Quali spese si pagano dal conto: solo le straordinarie, anche alcune ordinarie, o entrambe, con rinvio alla classificazione dell'accordo o a un protocollo richiamato.
  • Intestazione. Cointestato con firma congiunta o disgiunta, oppure intestato a un genitore con accesso in consultazione per l'altro.
  • Versamenti. Importo, data di scadenza, criterio di ripartizione (una percentuale concordata o in proporzione al reddito) e come si aggiornano nel tempo.
  • Soglia di spesa. Un importo fino al quale si paga senza consenso e uno oltre il quale serve il consenso scritto dell'altro genitore. La soglia la scelgono i genitori.
  • Rendiconto. Ogni quanto e in che formato, con le ricevute allegate.
  • Saldo. Cosa succede se i fondi non bastano e a chi spetta il residuo a fine anno.
  • Inadempimento. Termine per versare, avviso scritto e conseguenze se un genitore non versa. Per le difficoltà di rimborso si veda cosa fare se l'ex non paga le spese straordinarie.
  • Durata. Quando il conto si chiude o si rivede, per esempio al cambio di scuola o alla maggiore età.

Sulla maggiore età l'art. 337-septies prevede che l'assegno per il figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente sia di regola versato direttamente a lui, salvo diversa decisione del giudice. Un conto gestito dai genitori va quindi ripensato. Il tema è in il mantenimento dei figli maggiorenni.

Se l'accordo modifica un provvedimento già emesso, occorre farlo con le vie previste: l'avvocato indica quale.

Quali sono i rischi?

Attenzione. Un conto comune riduce i conflitti solo se le regole sono chiare. In assenza di regole può moltiplicarli, perché ogni prelievo diventa motivo di contestazione.

  • Accessi e prelievi contestati. Con firma disgiunta ciascun genitore può operare da solo. Per questo conviene fissare per iscritto cosa si può pagare.
  • Confusione dei fondi. Se un genitore usa il conto per spese personali o versa somme proprie senza traccia, diventa difficile distinguere le quote. Per i rapporti interni si presume la parità, ma si può dimostrare il contrario.
  • Responsabilità verso la banca. Con firma disgiunta il saldo negativo è responsabilità di entrambi nei confronti della banca.
  • Profili fiscali. La risposta a interpello 205/2020 ha escluso la donazione indiretta in un caso specifico. Per la propria situazione conviene sentire un commercialista.
  • Falsa sicurezza. Il conto non decide se una spesa è ordinaria o straordinaria e non elimina il dissenso sulle singole voci.
  • Costi bancari. Il conto può avere costi di tenuta. Non sono confrontati in questo articolo.

Cosa fare adesso

  1. Rileggere l'accordo di separazione o il provvedimento per capire se già prevede un conto, un fondo o una modalità di rimborso.
  2. Se si valuta un conto dedicato, proporre all'altro genitore per iscritto uno schema con scopo, versamenti, soglia, rendiconto e durata, e usare lo strumento ripartizione spese per calcolare le quote.
  3. Scegliere un unico elenco condiviso di spese, con data, importo, causale e ricevuta allegata, a prescindere dal tipo di conto.
  4. Chiedere alla banca solo le condizioni scritte del conto (costi, firme, deleghe, accessi) e conservarle.
  5. Far verificare la clausola a un avvocato familiarista, e gli effetti fiscali a un commercialista, prima di firmare.

Domande frequenti

Il conto dedicato alle spese dei figli è obbligatorio?

No, per quanto risulta dal testo dell'art. 337-ter del codice civile, che parla di contributo proporzionale al reddito e, se necessario, di assegno periodico. Un conto dedicato esiste solo se i genitori lo concordano o se un provvedimento lo prevede.

Il conto cointestato comporta l'imposta di donazione?

In un caso specifico l'Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 205 del 9 luglio 2020, ha escluso la donazione indiretta per un conto cointestato aperto in esecuzione di una sentenza di divorzio a tutela dei figli. Non vale automaticamente per ogni caso: è prudente sentire un commercialista.

Cosa succede se un genitore non versa la sua parte sul conto?

Dipende da cosa prevede l'accordo o il provvedimento. Conviene prevedere in anticipo un termine e un avviso scritto, e conservare gli estratti conto che mostrano il mancato versamento.

Fonti

  1. Brocardi, art. 337-ter codice civile
  2. Brocardi, art. 337-septies codice civile
  3. Brocardi, art. 1854 codice civile (conto corrente intestato a più persone) con commento sull'art. 1298
  4. Brocardi, art. 2697 codice civile (onere della prova)
  5. Studio Cataldi, Mantenimento figli, imposta di donazione per conto corrente cointestato? (11 luglio 2020), su Agenzia delle Entrate, risposta n. 205 del 9 luglio 2020

Informazione generale, non consulenza legale. Le regole applicabili a te dipendono dall'accordo di separazione o dal provvedimento del giudice che vi riguarda, che prevalgono sulle indicazioni generali di questa pagina. Per una situazione concreta rivolgiti a un avvocato.